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Una professione importante ma poco conosciuta.

‘Di cosa ti occupi?’

‘Faccio la consulente in marchi’.

E puntualmente scorgo un’espressione confusa sul viso del mio interlocutore. Capita di continuo, perché questa professione è pressoché sconosciuta.

Il consulente in proprietà industriale si occupa di marchi o brevetti, o di entrambi. Se si parla di brevetti però già l’espressione cambia: il brevetto è sentito come un valore importante per l’azienda, è l’invenzione preziosa e segreta che è costata ore di ricerca e di prove e che porterà onore e guadagno all’inventore. Di conseguenza, il lavoro del consulente in brevetti è ritenuto importante e necessario per aiutare l’inventore a tutelare la propria scoperta.

Ecco, il o più spesso “la” consulente in proprietà industriale (la componente femminile è preponderante in questo campo) consulente in marchi fa una cosa simile, curando non i brevetti, ma appunto i marchi.

Ma partiamo dall’inizio: chi è un o una consulente in marchi?

Per forgiarsi di questo titolo una persona deve essere:

  • laureata,
  • aver compiuto un tirocinio di diciotto mesi in una struttura che si occupa di tutela della proprietà intellettuale,
  • aver sostenuto e superato l’esame nazionale (scritto e orale) di abilitazione,
  • essere iscritta all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale e soddisfare tutte le richieste previste per legge (tra cui l’osservazione del codice di deontologia e la formazione continua).

Quindi stiamo parlando di una persona la cui competenza è stata valutata da professionisti iscritti all’Ordine, che è soggetta alle regole di tale Ordine professionale e che, in quanto tale, è l’unica a poter rappresentare l’imprenditore di fronte all’ufficio italiano brevetti e marchi.

Per far comprendere in due parole chi sono mi piace usare l’espressione: “Un incrocio tra un’avvocatessa e una responsabile marketing”. E in realtà è così: il/la consulente in marchi conosce le norme che regolano la tutela dei marchi ma possiede anche quella sensibilità che è propria degli esperti in marketing e comunicazione.

Perché il marchio comunica prepotentemente cosa fanno l’imprenditore e l’imprenditrice.

E’ la prima cosa che dicono di sé: il nome del proprio prodotto, l’oggetto del proprio lavoro.

E’ un patrimonio da tutelare e da valorizzare.

E occuparsi di marchi non è un lavoro banale, né poco impegnativo.

I casi in cui gli imprenditori e le imprenditrici si rivolgono al consulente in marchi sono svariati: il marchio è usato da tempo ma un o una concorrente l’ha copiato e registrato, un marchio mai usato di cui si vogliono capire la potenzialità e la disponibilità, il marchio è già protetto ma oggetto di contraffazione, un marchio che sembra perfetto ma che è già stato usato da altri…e via dicendo.

E in questo contesto si inserisce il mio lavoro. Come?

Mettendo in atto le seguenti azioni:

  • Eseguendo accurate ricerche di anteriorità per valutare se esistono marchi uguali o simili tramite banche dati di complessa e a volte anche costosa consultazione (non basta digitare un nome su Google),
  • Indirizzando il o la cliente sulle classi merceologiche da rivendicare e sui prodotti di interesse attuali e futuri,
  • Indicando i mercati di sviluppo possibile per il marchio e aiutando l’imprenditrice o l’imprenditore a effettuare i depositi esteri (le cui regole variano di Paese in Paese),
  • Adoperandosi per difendere i diritti del/della proprio/a cliente, redigendo diffide e opposizioni o predisponendo richieste di sequestri.

Ogni imprenditore, ogni imprenditrice sa quali sono le cose importanti per la sua azienda, una tra queste è il marchio.

E’ il nome della sua creatura, in cui ha messo passione e ha investito risorse.

Parla di sè e della sua vita.

E’ un bene che merita il meglio, va protetto, curato e valorizzato.

L’imprenditore, l’imprenditrice mettono intuizione e creatività, il/la consulente in marchi tecnica e strategia.

E insieme vincono.