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La storia del marchio Bauli.

 

Questa storia inizia nel 1922, ma in realtà la data importante è il 25 ottobre 1927, quando Ruggero Bauli, già pasticcere a Verona, durante il viaggio che lo avrebbe portato in Argentina, si salvò dal naufragio del piroscafo Principessa Mafalda, nel quale perse tutte le macchine che si era portato dall’Italia. Dopo mesi passati a Rio de Janeiro, riuscì a raggiungere Buenos Aires, dove si mise alla guida di una squadra composta da 40 pasticceri locali.

Una volta tornato in Italia, nel 1936 aprì il suo primo laboratorio in centro a Verona, grazie al quale arrivò a produrre e a vendere 5mila paste al giorno. Dal laboratorio si passò all’impianto industriale che venne inaugurato negli anni ’50.

Ma offrire un prodotto di qualità in un mercato già dominato dalla forza della grande distribuzione, che impone all’industria margini sempre più risicati, è sufficiente per avere successo?

Evidentemente no, e infatti Bauli scelse di investire in pubblicità fin dagli anni ‘60. Grazie alla pubblicità il marchio divenne un punto di riferimento nel settore dolciario, merito anche di un nome decisamente forte e quindi dotato di una grande capacità distintiva.

Se pensiamo a come si presenta il marchio Bauli, riusciamo a capire immediatamente cosa si intenda per capacità distintiva.

Il codice di proprietà industriale, all’art.13, stabilisce che non possono essere registrati come marchi “i segni privi di carattere distintivo e in particolare quelli costituiti esclusivamente dalle denominazioni generiche di prodotti o servizi o da indicazioni descrittive che ad essi si riferiscono”, proseguendo poi con una esemplificazione di casi quali “i segni che in commercio possono servire a designare la specie, la quantità, la qualità, la destinazione, il valore, la provenienza geografica ovvero l’epoca di fabbricazione del prodotto o della prestazione del servizio o altre caratteristiche del prodotto o servizio”.

Quindi, per essere considerato originale, un marchio deve essere dotato di un significato che nulla ha a che fare col prodotto da contraddistinguere, oppure deve essere costituito da diciture prive di per sè di valore semantico (nomi di fantasia). In questo caso si parla di marchio “forte”, cioè del marchio che non rivela nulla del tipo di prodotto che contraddistingue.

E il marchio Bauli è l’emblema del marchio forte: in quanto patronimico (costituito cioè dal cognome del proprietario) questo marchio è sicuramente slegato da tutto ciò che riguarda il prodotto (caratteristiche, origine, epoca di fabbricazione, specie, quantità, qualità…) ma non solo: l’idea di aver associato a questo marchio il colore rosa, è stata una spinta in più nel rendere questo marchio unico nel suo genere.

Oggi Bauli è un’azienda che gode di ottima salute (le acquisizioni di Doria, Bistefani, Motta e Alemagna sono state strategiche) e che investe in comunicazione in modo coerente e valido. Il jingle “Ba-ba-ba- Bauli” e la canzoncina “a Natale puoi” sono diventati un classico natalizio, e anche oggi che la situazione legata al coronavirus non ci lascia raggiungere chi vogliamo, Bauli si è contraddistinta facendosi promotrice dell’iniziativa #PaquaConITuoi, con cui mette a disposizione i propri spazi pubblicitari in tv e sui canali digital a coloro che vogliono raggiungere i propri cari lontani con un video-messaggio.

Non c’è che dire: qualità, creatività e visione sono gli ingredienti che fanno di Bauli un grande marchio.

 

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