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In tutti i Paesi che non aderiscono ai sistemi di registrazione comunitario e internazionale è possibile richiedere la protezione di un marchio mediante presentazione di una domanda di registrazione in sede nazionale.

In questo caso ricorre generalmente l’obbligo della rappresentanza professionale. In ogni caso, essa sarebbe evidentemente consigliabile per ovvi motivi essenzialmente dettati dall’impossibilità o estrema difficoltà di interloquire diversamente con le amministrazioni, per limiti sostanziali, in ordine alla conoscenza delle normative e prassi locali e, ovviamente, linguistici.

L’iter di presentazione della domanda di registrazione estera si equivale, negli aspetti fondamentali, in tutti i Paesi. Al ricevimento della domanda di registrazione, l’Ufficio marchi locale verifica la sua rispondenza agli aspetti formali e al pagamento delle tasse previste e la sottopone ad esame, in ordine agli impedimenti assoluti (capacità distintiva e liceità) e relativi (novità).

Eventuali rilievi vengono notificati al rappresentante sotto forma di provvedimento di rifiuto, generalmente sempre provvisorio, assegnando un termine per la replica. Se il ricorso viene accolto, l’Ufficio revisiona il rifiuto e ammette la domanda alla registrazione, prevedendone la pubblicazione ai fini delle opposizioni dei terzi prima o dopo la concessione, secondo le giurisdizioni.

In assenza di opposizioni, la domanda viene concessa e al suo titolare vengono riconosciuti i diritti di esclusiva sul marchio registrato.

Scopri se i Paesi in cui vuoi estendere il tuo marchio rientrano nell’Accordo di Madrid e/o nel Protocollo di Madrid.